Inaugurata l’esposizione Triennale di Arti Visive a Roma, IV Edizione

Quarta Edizione

Roma riparte con la quarta edizione della Triennale di Arti Visive che si svolgerà a partire dall’11 giugno 2021. Sostenuta dal Gruppo Start, organizzazione che si occupa di editoria e mostre d’arte internazionali, con il patrocinio morale del Ministero dei Beni Culturali (per quanto riguarda la rassegna presso la Galleria della Biblioteca Angelica) in quest’edizione parteciperanno oltre duecento artisti italiani con trecento opere esposte in cinque spazi espositivi: Galleria del Cembalo – Palazzo Borghese (Largo Fontanella Borghese 19), Palazzo della Cancelleria (Piazza della Cancelleria 1), Galleria della Biblioteca Angelica (Piazza di S. Agostino 8) Palazzo Velli-Expò (Piazza di Sant’Egidio 10) Medina Rome Art Gallery (Via Angelo Poliziano 32-34-36).

Autorevoli partecipazioni di critici

La mostra il cui indirizzo artistico è stato definito da Gianni Dunil – già Direttore Artistico nella Biennale di Venezia Arte 2018 per Padiglioni Esteri- e Mario Bernardinello, vanta in ogni sua edizione autorevoli partecipazioni di critici e storici d’arte che ne hanno dato testimonianza. Da Achille Bonito Oliva a Vittorio Sgarbi sino a Philippe Daverio che nell’edizione 2014 ha dichiarato come “il merito della manifestazione romana è quello di coinvolgere numerosissimi artisti, favorendo lo sviluppo dell’arte italiana”.

Daniele Radini Tedeschi

Ad inaugurare quest’anno la mostra è stato il noto storico Daniele Radini Tedeschi il quale ha affermato come “L’arte è sempre occasione per far avvicinare gli artisti, aprire al dialogo, all’incontro e al confronto di visioni ideologiche diverse. Credo sia necessario, a maggior ragione oggi, testimoniare con opere d’arte la cultura del presente: “immortalare” tale periodo non semplice, a volte contraddittorio, sicuramente problematico per porre domande e suggerire risposte. La città di Roma, con tale manifestazione, potrà accogliere un interessante fervore culturale, viatico per il domani”.

Anni Venti Globel Change

Il titolo è estremamente attinente ai tempi che viviamo: “ANNI VENTI-Global Change” una finestra visuale sui cambiamenti climatici, sociali e geopolitici di un ventennio assai travagliato, caratterizzato prevalentemente dall’attuale decorso pandemico. Gli artisti metteranno in scena con colori, gesti performativi, sculture e scatti fotografici le diverse reazioni individuali di una comunità isolata, scossa e inequivocabilmente travagliata. Si assisterà a una rappresentazione talvolta drammatica, talaltra ironica di uno stato di disagio interiore causato anche dal distanziamento sociale. In un periodo di divisioni sociali, politiche e disuguaglianze economiche “ANNI VENTI-Global Change” si configura quindi come una riflessione sui tempi attuali.

Il Fil rouge tra difficoltà e rinascita

Il fil rouge di tutta la rassegna procederà tra la difficoltà a vivere quest’epoca e al contempo la spinta verso una rinascita, un convivere tutti generosamente assieme. E in vista di una storia che ha sempre avuti “corsi e ricorsi” la mostra evocherà anche quei ricordi e quelle memorie dei “Ruggenti Anni Venti” frammisti ai dolori della Prima Guerra Mondiale, aggravati dalla successiva febbre epidemica Spagnola, e la fioritura di nuovo dinamismo culturale.

Il linguaggio estetico

Il linguaggio estetico di gran parte delle opere in mostra sarà di tipo Informale con l’abbandono della figura o della forma e a favore dell’inconscio che plasma la materia, sia essa pittorica, scultorea o estranea alla tradizione (plastica, tessuto, metallo, cemento etc…). La nuova crisi attuale del mondo Occidentale, oggi imperante, porta quindi a rivalutare uno stilema risalente a più di mezzo secolo fa- in quanto l’arte Informale 2 appunto, nacque negli anni 40’ del Novecento sviluppandosi sino ai primi anni Sessanta proprio in risposta alle devastazioni della seconda Guerra Mondiale e con essa alla mancanza di certezze- che non si presenta come superficiale imitazione del passato bensì è permeato inevitabilmente dai celeri cambiamenti sociali del nuovo millennio.

L’Arte

Crisi climatica, sociale, sanitaria raccontata da ogni artista, narratore di sé stesso e dell’intera collettività. Se la politica non riesce a dare certezze e risposte sarà l’arte, qui in mostra, uno strumento per reinventare spazi, relazioni, reclamando rispetto per l’ambiente, inclusione, identità e nuove norme sociali che possano assicurare una migliore qualità della vita. “ANNI VENTI-Global Change” diviene così spazio libero di confronto, non virtuale ma reale, una fucina di idee nella quale la spiritualità dell’arte non offre facili risposte ma pone nuove e stimolanti questioni.

FONTE e INFO:  https://esposizionetriennalediartivisivearoma.it

Gli ultimi articoli

Similar articles

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Subscribe to our newsletter

Instagram