Il gigante cieco di Carlo Cassola per Minimum Fax Editore

Il gigante cieco uscì nel 1976, al tempo dell’incubo atomico e dell’equilibrio del terrore. L’anno dopo, coerentemente alle proprie idee, Cassola fondò la Lega per il disarmo unilaterale. A rileggerlo adesso, questo breve trattato politico, storico e filosofico ci appare ancora esplosivo e spaventosamente attuale: solleva questioni di fondo, che non hanno avuto soluzione, e la posta in gioco è ormai la sopravvivenza della specie.

Un nuovo illuminismo


«Io non so se certe persone influenti si siano accorte che stiamo andando verso l’abisso», scrive qui l’autore. Con il suo stile logico e lineare, ripercorre la storia degli uomini come un cumulo di assurdità e ne denuncia la probabile, e forse imminente, estinzione per una catastrofe ambientale o lo scoppio di una guerra nucleare. La sola alternativa è riprendere la proposta di Platone e di Voltaire e affidare il potere all’intelligenza. Servono un nuovo illuminismo e la creazione di un ordine mondiale, combinare l’esame attento della realtà con la spinta dell’utopia, capire con chiarezza dove e perché le rivoluzioni del passato sono fallite o sono state tradite, e schierarsi apertamente contro il nazionalismo armato e la morale del branco, l’arte decadente, lo storicismo e il riformismo.

Rivoluzione culturale


Quello di Cassola è un discorso accorato sulla necessità e improrogabilità di una rivoluzione culturale. L’arte non è un oggetto di consumo ed esiste per consolarci con la bellezza, ma tocca agli artisti dire come il mondo deve cambiare e avviare la rivoluzione più grande di tutte: la nascita dell’internazionale. Altrimenti il sonno della ragione partorirà i suoi ultimi mostri.

FONTE e INFO: www.minimumfax.com

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