Coronavirus

All’inizio del 2020 , anno bisestile, l’intero nostro Pianeta è stato totalmente sconvolto da una pandemia, che lascerà segni indelebili nel destino dell’umanità intera, molto probabilmente superiore ai danni derivati dalle due guerre mondiali del secolo scorso.

Nel momento in cui scrivo la situazione generale è tutta un divenire e non sappiamo nemmeno pallidamente a quali catastrofiche conseguenze tutti noi andremo incontro.

Ma è già il momento di fare alcune considerazioni, visto che abbiamo tempo a disposizione, nell’attuale condizione di reclusi in casa.

Siamo stati a guardare quello che succedeva in Cina 2 mesi fa con poca apprensione, come se la cosa fosse lontana da noi, sicuri che i cinesi avrebbero risolto a modo loro con i consueti metodi drastici.

Purtroppo la seconda Nazione scelta dal destino è stata l’Italia, distante migliaia di chilometri dalla Cina. Al primo focolaio (Codogno) hanno subito preso le dovute precauzioni, ma si è visto che ormai i buoi (virus) erano già scappati dalla stalla e si erano diretti verso un piccolo paesino del Veneto, dove la cosa è stata facile circoscrivere.

 Nello stesso tempo non si è capito che i virus si erano diretti in una valle del bergamasco, dove hanno avuto vita facile, sia per la densità della popolazione, molto anziana, sia forse per l’intensa concentrazione di attività produttive, causa di elevata concentrazione di persone, e direi anche, di inquinamento ambientale.

Qui si è perso l’attimo per un serie di motivi. Non si conoscevano bene le potenzialità del virus specie per quanto riguarda le modalità di diffusione e l’alta contagiosità. Motivo per cui i portatori con sintomi più o meno eclatanti, si sono recati presso studi medici ed ospedali per farsi visitare. Sia gli uni (i medici di base) che gli altri (il personale ospedaliero), privi di specifiche conoscenze e senza mezzi di protezione, si sono infettati l’un l’altro. A questo punto è stato come se ad un fuocherello nel bosco avessero buttato due taniche di benzina.

Tralascio il seguito, dato che per il virus la diffusione è stato un gioco da ragazzi.

Ogni giorno di ritardo nell’attuazione delle misure di contenimento ci è costato una moltitudine di vittime in più. Il virus è entrato come una lama nel burro negli organismi più fragili (vedi case di riposo ed RSA).

I motivi del ritardo sono molteplici, ne cito solo tre:

  1. Sottovalutazione del problema dovuto alla scarsa conoscenza della potenzialità del virus
  2. Impreparazione delle strutture sanitarie.
  3. Esitazione e mancanza di coraggio nel dover chiudere tutte le attività produttive, soprattutto in quella zona ad altissima industrializzazione, che avrebbe causato un vero disastro economico e sociale (cosa della quale stiamo pagando le tragiche conseguenze)

Tornando a bomba, al giorno d’oggi la diffusione del virus è notoriamente facilitata nel trasporto a distanza con mezzo aereo e quant’altro, quindi è verosimile che dalla Cina il virus sia arrivato in Italia in questa maniera, dicono forse attraverso una triangolazione con la Germania, da qui importato in Italia con altri mezzi. Ma la dimostrazione è quasi impossibile.

Secondo logica sarebbe dovuto arrivare a Milano Malpensa o a Roma Fiumicino, ma almeno a Roma ciò non è avvenuto. Suppongo invece che l’aeroporto di Bergamo Orio al Serio abbia avuto un ruolo importante. Non dimentichiamo che è il 3° aeroporto d’Italia per traffico internazionale. Guarda caso, negli Usa il Virus ha attecchito in primis a New York, punto di arrivo per quasi tutti, attraverso l’aeroporto JFK.

Un’altra domanda da farsi è : per quanto tempo la Cina ha tenuto nascosto il reale problema? Siamo sicuri che le notizie arrivate da lì corrispondano tutte a verità? Sembra che i morti siano molti, ma molti di più.

A questo punto possiamo solo sperare che la Scienza corra veloce per cercare di porre fine al problema, con farmaci idonei ampiamente sperimentati e con la somministrazione di un vaccino che non vedremo prima del 2021. Il pensiero che la ricerca in Italia da anni è stata frenata da politiche contrarie ci fa veramente rabbrividire.

Ora come ora possiamo solo contare sui corretti comportamenti di tutti (60 milioni!), ma non siamo tutti dotati di pazienza e spirito di sopportazione, per limitare ulteriori danni e sperare che il Governo trovi una strada per evitare che questo dramma sanitario si trasformi in un’altra catastrofe economica e sociale, nel qual caso conteremo altri morti ed altre vite rovinate per sempre.

Inutile continuare a parlare di ciò che è stato, Noi “sopravvissuti” dobbiamo pensare a salvaguardare il nostro presente e guardare con fiducia a cosa ci aspetta per il futuro. Il tutto a prezzo di grandi sacrifici, con la solidarietà, la pazienza e l’aiuto del Padre Eterno

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