Cinema: la riscoperta dei sentimenti sulle piattaforme

In questo periodo di post-pandemia rarissime le produzioni dei film che riprendono perché le norme di sicurezza impongono, per il bene e la salute di tutti, degli accorgimenti che fanno lievitare i costi in modo insostenibile per un privato.

In Italia solo la Rai ha, con accortezza, aperto intanto un paio di set e presto ne riaprirà altri, e le produzioni internazionali fanno scendere in campo solo le grandi Majors americane dove le misure cautelari fanno calcolare fino a cinque milioni in più di prezzo di produzione.

Quello che però si fa notare è la scelta dei soggetti. Da anni negli STATI UNITI, soprattutto ma non solo, si girano sempre meno commedie romantiche mentre trionfa l’horror, le nuove tematiche e la Biopic

Cala l’affluenza nelle sale cinematografiche e le case di produzione sono sempre alla ricerca di nuove storie e soprattutto di nuovi generi. Anche l’amore oggi è horror basta vedere la serie di film sui vampiri in cui amore, morte e dannazione vanno a braccetto.

I numeri parlano chiaro. Dal 2012 negli USA su 100 film di successo si girano solo 4 film romantici tradizionali a differenza di dieci anni fa quando la commedia a lieto fine faceva da padrone nei casting cinematografici.

Alcuni critici sostengono che ad influire siano anche i mutamenti sociali che vanno dal minor numero di matrimoni che vengono celebrati ogni anno ad un diverso approccio all’amore ed alla convivenza. Infine, il  cambiamento dei tempi, porta sullo schermo altre tematiche mentre sempre più si stabilizza la “Biopic” cioè il raccontare vite, storie, personaggi che sono già nell’immaginario collettivo, e che non avrebbero alcun bisogno di essere conosciuti,  partendo da un  episodio di una vita o da uno spaccato  con lo scopo di creare una rassicurante aurea intorno allo spettatore che sente raccontarsi una storia di cui già conosce se non tutti ma gran parte dei contenuti.

Ora si assiste a un cambiamento. Sarà stata la vittoria di ben quattro Oscar ed il grande successo di pubblico di La La Land, commedia romantica non a lieto fine, ma da circa tre anni si assiste soprattutto sulle piattaforme alla riscoperta dei sentimenti, dei legami familiari, delle radici, saggiamente spiegate nelle loro difficoltà e varietà di espressioni in cui i personaggi principali si impegnano a trovare la soluzione giusta anche in tempi difficili.

Il cinema, come la letteratura, è un plurale alla nostra vita che offre una possibilità di crescita e si spera che l’analisi di questi sentimenti sia semmai accresciuta dalle drammatiche vicende dell’epidemia che ha rivelato un’umanità che spesso sembrava dimenticata.

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